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I.L.T. ILLUMINA LE TENEBRE Desideri complessi di un’Europa taciuta

Dal 2 al 17 settembre 2017 al Magazzino delle Idee di Trieste

 

La voce di Giovanni Lindo Ferretti, le fotografie di Francesca Troisi, insieme per raccontare il destino e la storia di un’umanità sofferente, privata del diritto all’identità e resistente alle ingiurie della povertà, alle difficoltà quotidiane del vivere, alle insidie della modernità omologatrice: il destino e la storia del popolo serbo di Kosovo e Metohija. “I.L.T. Illumina le tenebre” è il progetto da cui nasce l’omonima mostra itinerante che, dopo diverse tappe italiane, approda alla sede espositiva dell'ERPaC  Magazzino delle Idee di Trieste dal 2 al 17 settembre 2017, per poi toccare, a fine anno, alcune città serbe, come Novi Sad, Belgrado e Niš.

 

                                                    

 

La mostra è promossa dall’ERPaC, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, che ha lo scopo di valorizzare e di sviluppare il patrimonio culturale della regione. In questo caso promuovendo eventi di spessore in luoghi del territorio.

 

Attraverso dodici immagini di grande formato (150x150 cm) scattate dalla fotografa emiliana, e la colonna sonora inedita realizzata dal fondatore dei CCCP, Giovanni Lindo Ferretti l’esposizione restituisce con forza l’umanità fiera di un’enclave del terzo millennio in Kosovo dove l’Europa smarrisce il senso della propria esistenza sprofondando in un baratro che conduce all’oscurità e dove l’unica stella polare possibile sono i desideri sussurrati di donne, uomini, giovani e bambini, flebile luce di speranza che illumina le tenebre.

 

La mostra è nata dalla selezione tra i novantasei scatti realizzati da Federica Troisi e pubblicati all’interno del libro “ILT Illumina le tenebre. Desideri complessi di un’Europa taciuta”, edito da Duuscia Edizioni, e racconta il viaggio e l’incontro della stessa Troisi con la popolazione del piccolo villaggio di Velika Hoča in Kosovo, seicento anime che trascorrono la loro vita sulle colline di Metohija patrimonio dell’umanità dell'Unesco.

 

La fotografa ha conosciuto attraverso un’esperienza solidale la realtà dell’enclave, toccando con mano la discriminazione, la stanchezza, la rassegnazione, ma anche la potenza del desiderio, la volontà di coltivare un sogno a dispetto di qualsiasi razionalità. Un incontro che l’ha spinta, nonostante non conoscesse la lingua, ad approfondire la comunicazione, studiare corpi, volti, gesti, lacrime e sorrisi e infine a ritornare a Velika Hoča e a spendere giornate e chiacchiere notturne, attrezzata di apparecchio fotografico, microfono e interprete con il supporto di padre Benedetto Scarfi del Monastero di Visoki Dečani - Kosovo e Metohija.

 

Ha visitato case, partecipato della vita taciuta di chi può desiderare tutto e realizzare poco o niente; ha scattato ritratti e acceso candele; si è fermata innanzi a qualche soglia e ha penetrato la sensibilità di una popolazione ferita, incredula in un futuro colmo di nubi.

 

Ritornata a Reggio Emilia, l’incontro con Ferretti, musicista, scrittore e uomo di teatro che si è ritirato a vivere sull’Appennino: con lui avvia una riflessione, fuori dallo spazio e dal tempo, che si coniuga perfettamente alla poetica dei ritratti e riempie le immagini di nuove parole.

 

Assieme, Federica Troisi e Giovanni Lindo Ferretti creano un compendio d’immagini, parole e musica che raccontano “niente di eclatante a parte l’esistere”, un’esistenza che affonda le proprie radici nelle origini dell’umanità gelosa custode della propria identità, rispettosa dell’altro, devota alla religione dell’ospitalità: una rappresentazione della natura più profonda dell’uomo che, al di là delle barriere e a qualsiasi latitudine, lo affratella con il proprio simile.

 

La mostra gode del patrocinio delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte; dei Comuni di Lodi, Bussolengo, Venezia, Bologna, Trieste, Settimo Torinese; delle Città di Novi Sad, Belgrado e di Niš; dell'Alto patrocinio del Prefetto di Trieste; dell’Associazione Amici di Piero Buscaroli; del Festival internazionale della fotografia etica; di Bologna Musei, e anche delle Fondazioni Ferretti e Vale.

 

 

INGRESSO GRATUITO

ORARIO: da martedì a domenica dalle 15.00 alle 19.00