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PRENDIAMO LA PAROLA. Esperienze dal ’68 in Friuli Venezia Giulia

UDINE, Palazzo Morpurgo dal 7 aprile al 6 maggio 2018

Chi nel corso di questi ultimi tre anni avesse avuto occasione il mercoledì mattina di entrare al Caffè San Marco a Trieste, non avrà potuto fare a meno di notare un gruppetto di ragazzi del ’68, protagonisti 50 anni fa del movimento studentesco all’Università di Trieste, nei licei cittadini di Udine e nel resto della regione.
Sì, perché il caffè delle 11.00 del mercoledì è frequentato anche da chi all’epoca contestava e rivendicava dal Liceo Stellini di Udine e dalla facoltà di Lingue e Lettere dell’Università triestina dislocata presso il capoluogo friulano.
L’idea di una mostra in occasione della ricorrenza del cinquantenario non è nata da subito, è venuta prima la voglia di rivedersi, di riallacciare relazioni e amicizie rimaste indietro da troppo tempo. Con il tempo sonospuntate le foto, i documenti originali dell’epoca e a quel punto l’idea di una mostra.
Una mostra che non fosse auto-celebrativa ma che potesse riguardare a quell’esperienza in modo critico con la distanza del tempo e soprattutto con le storie delle persone che l’hanno vissuta. Un’esperienza importante per la formazione personale ma anche per la storia della regione e del paese. Per la prima volta, 50 anni fa, triestini, friulani, sloveni si trovarono assieme a discutere di temi importanti quanto pratici: la mensa, il presalario, le politiche della casa per i fuori sede, i programmi di studio.
Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana si lotta per prendere la parola, alzare la mano, esprimere la propria opinione, votare e decidere democraticamente. La mostra è un’occasione per rifletteresulle modalità di partecipazione democratica alla vita del paese in un momento in cui queste sono sull’orlo del loro sfinimento.
Attraverso foto, giornali, volantini, manifesti dell’epoca, i documenti della corrispondenza fra il Presidente dell’Assemblea Generale dell’Università di Trieste, Aldo Colleoni, e il Rettore, un documento di grande interesse storico e probabilmente unico in Italia di quell’esperienza, interviste ai protagonisti di allora, musiche e testi di canzoni, materiali auto-prodotti di contro-informazione, riviste, manuali di resistenza urbana, i programmi delle prime associazioni culturali e politiche e molti altri materiali d’epoca, la mostrarestituisce non solo il clima di un’epoca ma anche le riflessioni ancora oggi alla base del moderno
ordinamento democratico.
Dopo lo spazio che accoglie lo spettatore all’inizio della mostra con i materiali relativi al contesto nazionale e mondiale (Vietnam, le occupazioni nelle altre sedi universitarie in Italia, il maggio francese), la seconda sala espone i documenti relativi all’esperienza regionale e si allarga nella sala successiva ai temi e agli sviluppi del’68: condizione femminile, il disagio psicologico, la liberazione dei costumi.
La mostra si chiude con un’installazione multimediale che ripropone una sorta di assemblea avvenuta e registrata negli stessi spazi prima dell’apertura della mostra. Dieci protagonisti dell’epoca, si ritrovano a discutere del passato e delle prospettive del presente riallacciando i fili di una memoria che pare sempre più necessaria. Dieci monitor disposti in circolo ripropongono in mostra la conversazione invitando i visitatori a sedersi fra di loro e a interagire con i temi e le riflessioni esposte. Nella stessa sala, approfondendo un tema caro alla mostra, quello della comunicazione e dell’arte grafica, si può ammirare una serie di manifesti dell’epoca assolutamente rari provenienti dalla prestigiosa collezione del Centro Studi Cartel Cubano - Collezione Bardellotto di Venezia. Si avrà l’occasione di vedere la matrice del celebre poster raffigurante per la prima volta il Che dopo la sua morte e altri storici manifesti in ricordo di Angela Davis, le black panthers e le contestazioni anti-Nixon e pro-Vietnam.

 

Nel mese di apertura della mostra alcuni incontri serali con artisti protagonisti del ’68 in regione ripercorrono alcuni aspetti del costume e dello spettacolo di allora: la musica italiana e le copertine dei vinili, il teatro di Dario Fo e altro ancora.

 

 

ORARI

Giovedì – Sabato: 09.00 – 13.00 / 15.30 – 19.00
Domenica ore 09.00 – 13.00

 

INGRESSO GRATUITO

 

DALL'11 MAGGIO LA MOSTRA SARA' TRASFERITA A TRIESTE AL MAGAZZINO DELLE IDEE