Nel cinquantenario del Terremoto del Friuli, arte e architettura danno forma a una storia universale di forza, di memoria e di ricostruzione.
Dal 14.11.2026 al 21.02.2027
Nel cinquantesimo anniversario del devastante terremoto che nel 1976 colpì il Friuli, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed ERPAC presentano la grande mostra RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo.
Il progetto culturale assume il terremoto non soltanto come ricorrenza storica, ma come il punto di partenza per una riflessione di portata universale sulla capacità dell’essere umano di trasformare una profonda frattura in un principio generativo e di rinascita. Non solo una commemorazione ma un interrogarsi sul cosa accadde dopo l’immensa catastrofe. Vi fu “una fine e un inizio” e questa straordinaria esperienza di ricostruzione è esattamente l’ambito d’indagine del progetto.
A cinquant’anni di distanza, superata ormai la soglia del ricordo puramente cronologico, la vicenda del Friuli si rivela come un modello civile e culturale di straordinaria attualità. “Il terremoto del Friuli è parte integrante della storia regionale e nazionale e può essere osservato come un fenomeno capace di illuminare questioni che riguardano il presente: il rapporto tra comunità e territorio, tra patrimonio e identità, tra crisi e trasformazione” spiega il curatore Villa.
Attraverso un ricco percorso che intreccia documentazione d’epoca, capolavori dell’arte antica e opere di protagonisti del contemporaneo, la mostra indaga il concetto del “secondo giorno” come lo definì Gianni Rodari inviato di “Paese Sera”: quella dimensione ideale e civile in cui una comunità comprende che il proprio destino non coincide con la somma delle perdite e sceglie responsabilmente di tornare a progettare il proprio avvenire.
La mostra non propone una semplice ricostruzione degli eventi. Interroga un problema che attraversa la storia delle società umane: in che modo una comunità attribuisce significato alla distruzione? Attraverso quali strumenti culturali elabora la perdita? Quali immagini, quali narrazioni, quali forme simboliche permettono di immaginare un futuro dopo una frattura?
È a questo punto che la riflessione incontra il campo delle immagini. Ogni società ha elaborato le proprie esperienze traumatiche attraverso forme narrative, simboliche e visive. Le immagini conservano la memoria degli eventi e consentono alle comunità di organizzare, trasmettere e comprendere l’esperienza della perdita. Attraverso di esse la distruzione entra nel campo della cultura e diviene oggetto di riflessione collettiva.
La storia dell’arte occidentale può essere letta anche come una lunga riflessione sul rapporto tra rovina e rinascita. Città distrutte, paesaggi sconvolti, monumenti spezzati, catastrofi naturali, guerre e ricostruzioni hanno continuamente generato immagini. In esse si riflettono le paure, le speranze, le domande e le risposte che ogni epoca ha elaborato di fronte all’esperienza della perdita. Il terremoto del Friuli si inserisce all’interno di questa lunga storia culturale.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
La mostra si sviluppa all’interno dell’Esedra di Levante di Villa Manin – luogo che per la sua stessa storia incarna i concetti di durata, memoria e trasformazione – articolandosi su tre livelli che ampliano progressivamente lo sguardo dalla cronaca locale alla storia della cultura occidentale. Il percorso prende il via dal secondo piano con un’introduzione video, dove il visitatore viene immerso nel momento dell’evento attraverso materiali d’archivio televisivi, radiofonici e a stampa, a cui fanno da controcampo poetico quindici tavole commissionate a tre generazioni di illustratori friulani, per tradurre la memoria del trauma in un racconto visivo universale e trasmissibile. Sono: Dimitri Fogolin, Paolo Francescutto, Giovanna Giuliano, Alice Iuri, Carin Marzaro, Lorenzo Mattotti, Pietro Nicolaucich, Fabio Rodaro, Jozef Sedmak, Davide Toffolo, Elisa Turrin, Pia Valentinis.
Sezione illustrazione
Un altro passaggio - Giovanna Giuliano
Il tavolo della comunità - Pia Velentinis
La memoria trasmessa - Pietro Nicolaucich
Le Mani - Lorenzo Mattotti
Il primo piano rappresenta il cuore civile della mostra, dove l’evento naturale lascia il posto alla risposta dell’uomo e alle Istituzioni civili: architettura, pianificazione, tutela dei beni culturali – come l’esemplare anastilosi del Duomo di Venzone – e la nascita dell’Università di Udine, le fotografie testimoniano la formazione di una moderna coscienza collettiva. Questa sezione di architettura e fotografia – che gode del patrocinio dello IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia – offre una panoramica degli ultimi cinquant’anni di architettura regionale ed espone il lavoro di sei fotografi contemporanei focalizzati su quattro architetture ciascuno. L’architettura viene validata come uno dei segni visibili principali della trasformazione del territorio, integrandosi nel percorso generale della mostra.
Pratic, GEZA Gri e Zucchi architettura
Largo Nocciolini - Luigi Chiapolino
Chiesa del Gesù Buon Pastore, Udine - Arch. Federico Marconi
Fantoni di Osoppo - Francesco Neri
Infine, al piano terra, la riflessione assume un respiro universale ispirandosi alla lezione dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg, un “atlante figurativo” che doveva tracciare visivamente la memoria collettiva dell’Occidente e la sopravvivenza delle immagini dall’antichità classica fino al Novecento.
L’esperienza friulana entra così in dialogo con la lunga storia dell’arte attraverso quattro parole chiave: riguardare, rivivere, rinascere, ricostruire e mette in relazione alcuni capolavori storici provenienti da prestigiose istituzioni come la Pinacoteca Ambrosiana, gli Uffizi e le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini, la Galleria Borghese a Roma con opere di artisti contemporanei come Serse Roma, Ludovico Bomben, Maria Elisabetta Novello ed Eva Jospin, accompagnati dai collegamenti fotografici di Stefano Graziani.
L’ingresso della mostra è affidato a un’installazione di Daniele Puppi, concepita per sovvertire la percezione dello spazio e attivare i sensi dello spettatore. Il percorso prosegue con le opere di Ludovico Bomben, che rilegge il sacro attraverso il rigore formale e materiali industriali; Maria Elisabetta Novello, che impiega la cenere e la polvere come simboli effimeri della memoria e del tempo; Serse Roma, che attraverso l’uso della grafite sublima paesaggi e superfici acquatiche tra realtà e astrazione; Eva Jospin, le cui sculture di cartone ed elementi naturali esplorano l’intricato confine tra paesaggio, mito e scenografia. A chiudere la sezione saranno le fotografie di Stefano Graziani che non possono essere semplicemente racchiuse in uno o più generi perché sono visioni selezionate da cui emergono racconti che ci accompagnano ogni volta verso profonde riflessioni sulla condizione umana, sul mito, sulla natura, sui linguaggi perduti, sulla memoria.
Sezione arte antica
Capriccio con la statua equestre di Marco Aurelio - Giovanni Paolo Pannini
Studi dei motivi del vento e delle acque - Leonardo da Vinci
Disegno esplosione montagna - Leonardo da Vinci
Tra i punti di forza di questa sezione risaltano alcuni fogli autografi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, nei quali il genio vinciano indaga la natura come un sistema di forze in continua trasformazione, dove la distruzione della materia e la sua rigenerazione appartengono al medesimo processo dinamico.
Il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha dichiarato: «Nel cinquantesimo anniversario del terremoto, questa iniziativa culturale rappresenta quindi un’importante occasione per rinnovare il ricordo di quanto accaduto, valorizzare l’esempio offerto dal Friuli e trasmettere i principi di responsabilità, solidarietà, sussidiarietà e collaborazione che hanno reso possibile una delle più significative esperienze di rinascita della storia repubblicana recente».
«In “RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo” il Terremoto del Friuli del 1976 è il punto di partenza del racconto – così il Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil – ma il vero protagonista della mostra è ciò che accade dopo: la capacità di una comunità di trasformare una ferita in una nuova possibilità, una perdita in un progetto, una frattura in un atto di costruzione collettiva. In questa prospettiva il Friuli smette di essere soltanto un esempio storico virtuoso e diventa un principio, un modo di guardare al futuro».
La Direttrice Generale dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC, Lydia Alessio – Vernì: «Che cosa rende possibile una rinascita? Le opere d’arte, l’architettura, le immagini, i documenti e le testimonianze qui raccolti suggeriscono che nessuna ricostruzione è soltanto materiale. Le città si possono ricostruire con le pietre, ma le comunità si ricostruiscono attraverso la memoria, la partecipazione, la solidarietà e la cultura. Per questo il percorso espositivo mette in dialogo capolavori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni italiane con artisti contemporanei, fotografie, materiali documentari e progetti architettonici».
INFO BIGLIETTI E ORARI
martedì – domenica dalle 10.00 alle 19.00
aperture straordinarie (con orario 09:30 – 18:00): lunedì 7, martedì 8, lunedì 21, sabato 26, lunedì 28 e giovedì 31 dicembre 2026 (9.30 – 14.30); venerdì 1, lunedì 4, mercoledì 6 gennaio 2027 e lunedì 8 febbraio 2027
BIGLIETTI SINGOLI. Acquistabili online, in mostra e via call center
Biglietto singolo intero € 12
Ridotto € 8 oltre i 65 anni, titolari di Disability Card, FVG Card, Touring Club, FAI
Ridotto Plus € 5 minorenni dagli 11 ai 17 anni compiuti, studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento
Gratuito bambini fino a 10 anni compiuti, accompagnatore di persona con disabilità, giornalisti, membri ICOM, guide turistiche con tesserino
Prima domenica del mese
€ 5 Biglietto valido per tutti (fatte salve le gratuità) nelle prime domeniche del mese (06/12/2026; 03/01/2027; 07/02/2027)
Per riduzioni o gratuità va esibita in biglietteria il giorno della visita idonea documentazione. Senza questa, come previsto dal contratto accettato in fase di acquisto, il visitatore non potrà integrare il biglietto, chiederne l’annullamento e/o il rimborso della somma versata.
PACCHETTI
Famiglia Il pacchetto dedicato alla visita assieme ai propri famigliari € 14 Consente l’emissione di due biglietti per un adulto e un minore di 18 anni. L’accesso deve avvenire contemporaneamente e i due ingressi devono essere fruiti contestualmente.
BIGLIETTO APERTO
€ 15 Valido per un ingresso, senza vincolo di data e orario. Questo biglietto può essere anche regalato
GRUPPI con prenotazione obbligatoria
Intero € 10
Ridotto € 7 minorenni (11-17 anni compiuti)
Gratuito bambini fino a 10 anni compiuti
minimo 15 massimo 25 persone, con un accompagnatore gratuito
SCUOLE con prenotazione obbligatoria
Ridotto € 4 scuole secondarie di primo e di secondo grado
Gratuito scuole primarie
minimo 15 massimo 25 studenti, massimo quattro insegnanti accompagnatori a titolo gratuito
In caso di utilizzo di guida propria è obbligatorio l’uso di sistemi “whisper” non forniti dall’organizzatore
VISITA GUIDATA
Solo su prenotazione attraverso call center dedicato in gruppi da 15 a 25 persone. Acquisto anche online per visite guidate programmate ogni domenica ore 15:00
Intero + visita guidata € 19 (in lingua € 20)
Ridotto + visita guidata € 15 (in lingua € 16)
Ridotto plus + visita guidata € 12 (in lingua € 13)
Gratuito + visita guidata € 7 (in lingua € 8)
Si applicano le stesse condizioni di riduzione e gratuità delle tariffe singole.
Con esclusione delle scuole, le visite guidate verranno effettuate con l’ausilio di un sistema microfonico, compreso nel costo della visita guidata.
Non sono consentite visite guidate se non autorizzate dalla direzione.
VISITA LA MOSTRA E SCOPRI VILLA MANIN
Presentando alla cassa di Villa Manin il biglietto intero della mostra RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo si ha diritto all’acquisto del biglietto ridotto per visitare la Villa e dal 19 dicembre anche la mostra Nicola Benois scenografo del Novecento. Ugualmente, esibendo alla cassa della mostra il biglietto intero per la visita alla Villa e dal 19 dicembre anche alla mostra Nicola Benois scenografo del Novecento, si ha diritto all’acquisto del biglietto ridotto per la mostra RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo.
SERVIZI AGGIUNTIVI
AUDIOGUIDA
€ 5 (disponibile in italiano e in inglese)
Noleggio dell’audioguida sospeso 60 minuti prima della chiusura della mostra.
NOLO DI SISTEMA MICROFONICO WHISPER
€ 40
Per gruppi con guida propria sprovvisti di sistema di proprietà
ALTRE INFORMAZIONI
È possibile depositare borse e zaini negli armadietti a disposizione gratuitamente.
Per ragioni conservative disegni e dipinti non sono fotografabili nemmeno senza flash
Accesso e servizi per i disabili.
Non sono ammessi ombrelli, animali, cibo e bevande.
All’interno della mostra sono consentiti marsupi per bambini.
Gli smartphone in mostra devono essere tenuti in modalità silenziosa.
Non sono attivi i circuiti di pagamento Bonus docente e 18App.